Legambiente presenta proposte di modifica al Decreto Legge n. 8/2017 per chiedere garanzie sulla ricostruzione di qualità, la partecipazione della popolazione e la cura del ripristino ambientale per facilitare il turismo dolce in particolare nei parchi.

La ricostruzione, considerata l’ingente quantità di risorse che sarà investita, può essere una grande occasione per promuovere una nuova idea di sviluppo e benessere dell’Appennino centrale, capace di invertire il fenomeno dello spopolamento e dell’impoverimento delle attività produttive nei piccoli comuni interni. Per questo i percorsi di ricostruzione e le modalità previste di finanziamento è molto importante che siano indirizzate a creare le migliori condizioni legislative e normative per introdurre innovazioni nella ricostruzione che assumano i principi dell’economia circolare, riducano gli impatti ambientali a partire dal riuso delle macerie, diano la possibilità di promuovere progetti pilota che innalzino la sicurezza antisismica, l’efficienza energetica, prevedano la partecipazione attiva dei cittadini, valorizzino le risorse naturali, sviluppino il turismo ambientale

Per questo Legambiente ha presentato e proposto alcune modifiche al D.L. n. 8/2017 affinché nella valutazione dei progetti non può essere assunto come prioritario il criterio “del prezzo più basso”, deve invece contare la qualità avendo una visione unitaria e lungimirante per il futuro dell’area appenninica.

Per questo sono quattro i temi su cui abbiamo concentrato la nostra attenzione: Riciclaggio delle macerie, Ricostruzione di qualità, Infrastrutture ambientali, Partecipazione della popolazione alla ricostruzione.

Riciclaggio delle macerie

Al fine di ridurre il prelievo di materiali naturali necessari per la ricostruzione, e gli impatti paesaggistici e ambientali che producono le attività estrattive, è necessario introdurre filiere innovative di recupero, trattamento e riuso degli inerti, in via prioritaria l’impiego di materiali riciclati derivanti dalle macerie opportunamente trattate e certificate dai gestori delle discariche temporanee autorizzate dalle autorità preposte.

Ricostruzione di qualità

Vanno promossi modelli di ricostruzione più avanzati, utilizzando le migliori pratiche disponibili per garantire sicurezza antisismica ed efficienza energetica, a partire dai luoghi pubblici (scuole, municipi, ospedali, …). Deve essere predisposto un rigoroso sistema di certificazione e controllo delle prestazioni, privilegiando espressamente le migliori soluzioni progettuali per spazi educativi innovativi, efficienti dal punto di vista energetico, sicure.

Infrastrutture ambientali

Rilanciare il turismo, in particolare quello ambientale, è tra le priorità della ricostruzione. L’attenzione al patrimonio naturale e paesaggistico può dare un grosso contributo alla ripresa e allo sviluppo delle attività economiche locali. Il ripristino e la manutenzione della sentieristica nei parchi è urgente quanto il ripristino degli impianti di depurazione e di collettamento fognario. Per questo si chiede di facilitare e sostenere anche il ripristino della  sentieristica nelle aree protette e recupero e implementazione degli itinerari ciclabili e pedonali di turismo lento nelle aree.

Partecipazione della popolazione alla ricostruzione

La Legge n. 229/16 di conversione del decreto legge 189/2016 prevede, all’art. 2, comma 3, che il Commissario straordinario realizzi i propri compiti attraverso modalità di ascolto e consultazione degli operatori economici e della cittadinanza. Riteniamo che ciò non basti e che debba essere usato un approccio innovativo per garantire una partecipazione vera, diffusa e fattiva dei cittadini nel processo di ricostruzione e di sviluppo dei territori colpiti, formalizzando i luoghi e le modalità della partecipazione.

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