Dopo il terremoto, la ricostruzione non può aspettare

Il soccorso e l’assistenza alle persone ferite e senza casa sono in questo momento la priorità. È il momento del cordoglio e del rispetto del dolore. Ma è vero anche che la ricostruzione non può aspettare e che occorre ripartire subito con il piede giusto. Lo dobbiamo a chi rimane e a chi non c’è più. È indispensabile sostenere da subito quelle realtà d’impresa locali che faticosamente avevano avviato una nuova possibile stagione di rinascita in quelle aree interne del nostro Paese, già segnate da fenomeni di abbandono e di spopolamento.

Il fatto che ad Amatrice siano crollati l’ospedale, la scuola e il municipio – questi ultimi due individuati nel piano di emergenza del comune come luoghi di ritrovo in caso di necessità in un comune che aveva potuto accedere ai fondi del terremoto del 2009 e che teoricamente avrebbero dovuto reggere al nuovo sisma – racconta più di mille parole quanto, in questi anni, non è stato fatto per mettere in sicurezza le popolazioni, il patrimonio edilizio pubblico e privato, il territorio.

Vigilare, per non commettere gli errori del passato

La fragilità endemica del nostro Paese è cosa nota, come sono noti i ritardi degli interventi di adeguamento al piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico. Nota, purtroppo, è anche una certa politica scellerata di cementificazione del territorio. Ecco perché bisognerà vigilare attentamente sulla ricostruzione, sugli appalti, su dove finiranno le macerie, al fine di non ripetere errori commessi in passato. Non sprecare tempo e risorse, non disperdere rapporti sociali, non determinare la scomparsa di attività economiche.

Ad Amatrice, Accumoli, Arquata, Pescara del Tronto, Illica e nelle numerose altre frazioni colpite non servono “new town” dove dislocare le persone, ma un piano di ricostruzione redatto da una struttura unica, che individui le priorità d’intervento, e un forte ruolo di coordinamento da parte del governo per aiutare i sindaci e garantire tempestività e trasparenza.

Il governo, inoltre, potrebbe fare molto introducendo subito, nella prossima finanziaria, detrazioni fiscali per la ristrutturazione sismica degli edifici. Perché questo Paese ha bisogno di una grande opera pubblica prioritaria, ovvero la messa in sicurezza del territorio e gli investimenti sulla qualità delle abitazioni.

Nei territori colpiti prosegue il grande e prezioso lavoro dei Vigili del fuoco e della Protezione civile ed è arrivato il sostegno delle associazioni di volontariato. Anche Legambiente è associazione di protezione civile. Le squadre di Legambiente Marche sono all’opera presso il centro operativo misto di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Le nostre squadre specializzate nel recupero e nella salvaguardia del patrimonio culturale sono pronte a dare il loro contributo, quando sarà il momento, per restituire alle comunità colpite la speranza di un recupero dei beni della tradizione storica e artistica del territorio.

Alla raccolta fondi si può contribuire effettuando donazioni su conto corrente bancario. Iban: IT79P0501803200000000511440. Come causale indicare “La rinascita ha il cuore giovane”

 

FONTE: Lifegate

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